REPORT EDIZIONE 2026
La «metamorfosi» dei reggiani.
Come cambiano iL capitalE sociale, fiduciario e politico-istituzionale.
L’edizione 2026 del monitoraggio annuale del sentiment dei cittadini maggiorenni della Provincia di Reggio Emilia è stata elaborata su un campione rappresentativo per genere, età, condizione sociale e aree di residenze, ovvero Montagna, Via Emilia e Pianura.
La rilevazione è stata realizzata nel mese di gennaio 2026 da Community Research&Analysis sotto la direzione scientifica del Professor Daniele Marini dell’Università di Padova.
L’edizione 2026 evidenza gli elementi di continuità e, nello stesso tempo, di trasformazione degli orientamenti della popolazione reggiana verso il senso di appartenenza alla comunità locale, la fiducia negli altri e nelle istituzioni, il ruolo delle amministrazioni locali e dell’industria, nonché del lavoro. In una parola, la “metamorfosi” dei riferimenti di valore.
Proviamo qui a riannodare alcuni fili degli esiti emersi dalle interviste realizzate.
Le condizioni socioeconomiche
Rispetto al 2024, si osserva un leggero miglioramento della situazione familiare con una maggioranza relativa che vede una stabilità delle proprie condizioni (46,2%, era il 43,3% nel 2024), mentre calano le persone che hanno vissuto un peggioramento (39,6%, dal 44,8%).
Cresce – seppure di poco – chi ha notato un miglioramento (14,2%, dall’11,2%). Dunque, nell’ultimo lustro la situazione economica familiare sembra stabilizzarsi e si conosce un leggerissimo e progressivo miglioramento.
La situazione economica delle famiglie negli ultimi 5 anni (val. %)
*saldo: differenza fra “migliorata” e “peggiorata”
A fronte di ciò, però, l’indicatore dell’”ascensore sociale”, che indica il grado di mobilità fra i ceti, segna ancora una prevalente “immobilità”. Per i due terzi dei reggiani l’ascensore rimane sempre fermo allo stesso piano (65,4%), mentre tende a scendere (24,1%) per una quota maggiore rispetto a quanti, invece, hanno l’opportunità di salire (10,5%).
L’ascensore sociale (val. %)
*saldo: differenza fra “migliorata” e “peggiorata”
Capitale sociale
È l’insieme di relazioni, reti di fiducia e forme di cooperazione che agevolano l’azione collettiva all’interno di una comunità.
La dimensione del Lavoro (riassumendo in esso sia quello imprenditoriale, sia quello dipendente) rimane un cardine imprescindibile. Per i reggiani nella scala dei valori il lavoro occupa la terza posizione (56,4%), dopo famiglia (80,2%) e cura della salute (72,2%), mentre fra gli italiani si colloca al quinto posto (46,9%).
Livello di importanza attribuito ad alcuni aspetti della vita
(molto; val. %)
A questo esito si affianca la fiducia attribuita alle imprese e agli imprenditori (44,4%) che li colloca al quinto posto dopo gli attori istituzionali (forze dell’ordine, 66,7%; AUSL, 63,8%; sindaci, 47,9%; e Provincia, 46,1%), ma al primo fra quelli sociali. Di più, non si registra un orientamento negativo o antagonistico rispetto alle imprese, che godono di un atteggiamento positivo pari ai quattro quinti dei reggiani (79,3%, pro-impresa). Quindi, si può ben confermare che rimane salda un’identità “laburista”, che ha nel lavoro e nelle imprese (industriali) una risorsa centrale.
Grado di fiducia nei confronti dei seguenti attori
Nello stesso tempo, però, sono assolutamente evidenti segni marcati di cambiamento di cui si fanno portatrici, in particolare, le giovani generazioni. Il lavoro rimane centrale, ma nella misura in cui consente di trovare un equilibrio fra la sfera della vita personale e quella lavorativa. Ciò a cui guardano con maggiore attenzione sul lavoro sono tre dimensioni principali: la qualità del lavoro (28,1%: fare formazione, contenuto del lavoro stimolante, welfare, retribuzione che valorizzi i meritevoli, prospettive chiare di carriera); l’idea di impresa che diventa una “comunità” (23,5%: spirito di appartenenza, coinvolgimento nelle scelte, attenzione alle diversità, sostegno a iniziative benefiche); quindi, vengono gli aspetti più strumentali (14,0%: vicinanza della sede alla casa, flessibilità degli orari e lavoro da remoto).
Le mappe di riferimento dei criteri nella scelta del lavoro
LA QUALITÀ DEL LAVORO
prospettive di carriera chiare;
fare formazione;
contenuto del lavoro stimolante;
spirito appartenenza;
benefit interessanti;
retribuzione valorizza i meritevoli.
IMPRESA-COMUNITÀ
attenzione diversità/inclusione;
sostegno iniziative benefiche;
coinvolgimento lavoratori;
spirito di appartenenza.
STRUMENTALE
vicinanza casa/sede;
lavorare da casa/orari flessibili.
Oltre al lavoro, va considerato anche il senso di appartenenza a una comunità. In questo caso, i reggiani manifestano profili che tendo a polarizzarsi in modo quasi equivalente. Da un lato, si possono riconoscere i “comunitari” (29,9%) che assegnano un’importanza centrale al rispetto reciproco, all’integrazione fra le diverse etnie e il senso di appartenenza alla comunità. Dall’altro lato, vi sono i “difensivi” (24,9%) che mettono l’accento sui temi della sicurezza e del controllo, sul farsi gli affari propri e anche l’armarsi per difesa personale. Nel mezzo (45,7%) si collocano quanti non esprimono un orientamento preciso, quasi esprimendo un sentimento ambivalente e adattivo.
Dunque, prevale un capitale sociale ancora ispirato alla coesione, ma le minacce di uno sfilacciamento e logoramento nella popolazione sono altrettanto evidenti.
Il profilo della coesione sociale
COMUNITARI (29,9%)
rispetto degli altri; integrazione fra etnie; senso di appartenenza a comunità; sostenibilità ambientale]
DIFENSIVI (24,8%)
armarsi per autodifesa; farsi gli affari propri; controllo e videosorveglianza della città
Capitale fiduciario
La fiducia è una risorsa centrale nella costruzione di una infrastruttura sociale. Paradossalmente è una dote immateriale, ma degli effetti pratici molto evidenti. In questo senso, il capitale fiduciario dei reggiani risulta quello più consumato e il motivo trova origine nella percezione di una maggiore insicurezza che pervade la società.
Nonostante i dati ufficiali certifichino un calo dei fenomeni criminosi, il tema della criminalità è percepito come il terzo problema che più preoccupa la cittadinanza per il futuro (16,3%), in costante crescita nell’ultimo triennio, sopravanzato solo dal costo della vita (25,1%) e dai conflitti bellici (18,3%) che non accennano a diminuire. Nei confronti delle amministrazioni locali indicano il tema della sicurezza (26,0%) come l’ambito di gran lunga prioritario in cui dovrebbero impegnarsi con maggiore forza, poiché ritengono che le persone assumano comportamenti sempre più aggressivi (71,2%) e siano sempre più frequenti gli episodi di violenza fra i giovani (70,0%). Ne consegue che la metà dei reggiani (53,2%) di fronte a simili fenomeni si senta “spaesato”, privo di riferimenti certi.
LA SICUREZZA E LE PREOCCUPAZIONI
Capitale politico-istituzionale
Nella provincia di Reggio Emilia il capitale politico-istituzionale risulta ancora cospicuo, in modo controintuitivo rispetto a un immaginario collettivo venato prevalentemente da opinioni negative. La popolazione esprime il suo più elevato grado di fiducia verso le forze dell’ordine (66,7%) e le Aziende Unità Sanitarie Locali (63,8%). Nelle posizioni immediatamente successive della graduatoria della fiducia viene la figura del sindaco (47,9%) e della Provincia di Reggio Emilia (46,1%). Se dalla fiducia passiamo a considerare ciò che le amministrazioni locali realizzano, anche in questo caso le valutazioni positive espresse superano abbondantemente il 40% dei reggiani interpellati, mentre i contrari si attestano mediamente poco sopra il 20%. Siamo ancora in presenza, quindi, di una reputazione e credibilità solida da parte dei cittadini nei confronti dei propri amministratori.
Sensazioni positive generate dalle seguenti parole: i profili
DEMOCRATICI (41,5%)
democrazia; leggi; Stato; partecipazione; difesa UE
POPULISTI (26,8%)
sovranismo; leader forte; partiti
In definitiva, il capitale politico-istituzionale risulta ancora elevato, tuttavia sembra legato più a una dimensione relazionale personale (sindaci) e alle pratiche dell’amministrazione, molto meno alle sue forme organizzate tradizionali come i partiti e lo Stato.
Capitale sociale, fiduciario e politico-istituzionale costituiscono i tre asset fondamentali su cui poggia la “coscienza di luogo” dei reggiani. Si tratta di tesori più o meno ancora cospicui. Tuttavia, le tensioni che attraversano la società li sta trasformando e, in qualche misura, anche consumando. I tre capitali vivono una “metamorfosi”: è chiara l’origine, meno l’orizzonte futuro.